In nome del decoro, una recensione

di: Enrico Bocchini

Chi è che non ha mai sentito parlare di quelle misure in tutela del quieto vivere e della normalità? Chi è che non frequenta pagine social che fanno riferimento a realtà cittadine? Quelle dove ci si confronta sui problemi comuni della propria città e dove spesso si alzano i toni arrivando ad augurare la morte al barbone che rovista nella spazzatura, all’extracomunitario che bivacca, al venditore abusivo, agli studenti che bevono la birra in piazza? Continue reading “In nome del decoro, una recensione”

Challenger, una recensione

di Joe Kac

Il 28 Gennaio del 1968 alle undici e trentotto del mattino, la navicella spaziale Challenger esplode nel cielo d’America dopo soli 73 secondi dal decollo. Che cosa ha a che fare questo evento con il libro omonimo di Guillem Lopez? Tutto e niente.
Tutto perché 73, come i secondi di volo della navicella, sono i capitoli che compongono il libro; tutto perché il Challenger è l’elemento comune presente in tutti i capitoli. Niente perché ogni capitolo è un racconto a sé, frammenti di storie da mondi e prospettive differenti. Continue reading “Challenger, una recensione”

La politica della ruspa, Valerio Renzi. Alegre edizioni.

Di: Giulio Verna

A pochi giorni dalle elezioni e con la peggior campagna elettorale degli ultimi decenni, finalmente agli sgoccioli, diamo il nostro contributo con questo commento ad un libro semplice ma che si cala perfettamente nel periodo storico che stiamo vivendo. Una politica fatta a slogan, sempre più aggressivi. Una campagna mediatica che apre le porte alla barbarie più incontrastata e ad alla deriva razzista:“La politica della ruspa”, appunto. Continue reading “La politica della ruspa, Valerio Renzi. Alegre edizioni.”

La figa in avanti, Manolo Morlacchi, Agenzia X

di: Francesco Fanesi

Con “La fuga in avanti” proseguiamo idealmente il discorso sugli anni ’70 intrapreso nella precedente recensione de “La lotta è armata”. Se nel testo di Donato eravamo di fronte ad un’analisi serrata della pubblicistica prodotta da coloro che avrebbero poi deciso di scatenare “l’attacco al cuore dello Stato”, nelle pagine di Manolo Morlacchi torniamo invece a parlare di vita vissuta: la saga di una famiglia storica (quella dei Morlacchi) della sinistra militante milanese, partigiana prima e rivoluzionaria poi. La narrazione scorre attraverso i ricordi dell’autore, figlio di quel Pierino Morlacchi che fu, insieme a nomi come Curcio e Cagol, tra i fondatori del primo nucleo delle BR. Ne esce un racconto a tinte fosche che oscilla tra l’orgoglio di un figlio schiacciato dal peso di un padre “ingombrante” (ma ai suoi occhi epico) e l’epica della sua sconfitta. Sconfitta di un’intera generazione.

Si inizia con la storia di una famiglia proletaria fieramente antifascista durante il ventennio, si prosegue con la lotta partigiana per passare poi, dopo lo strappo con il PCI negli anni ’60, addirittura all’incontro con Mao, di Dino Morlacchi (pater familias) in qualità di rappresentante dei “cinesi” italiani.

Infine le illusioni rivoluzionarie di suo figlio, Pierino Morlacchi. Illusioni che portarono Pierino a pagare caro e in prima persona tutte le scelte “avanguardistiche” da lui intraprese agli inizi degli anni ‘70. Appunto le conseguenze di quelle scelte sulla vita dei suoi cari sono, a mio modesto modo di vedere, il punto di reale interesse (e originalità) del libro. Certo mi ha colpito la narrazione in cui, dopo l’arresto del padre Pierino, Manolo Morlacchi (allora bambino e adolescente) racconta delle peregrinazioni sue e di sua madre a seguito di quel detenuto sbattuto negli angoli più remoti d’Italia, all’interno delle “carceri speciali”. Ho avuto la possibilità, in un recente passato, di visitare l’isola dell’Asinara e di entrare al “Fornelli”. Il supercarcere ora diventato una sorta di museo dell’orrore in stridente contrasto con quell’isola dalla bellezza incontaminata.

Mi sono immaginato l’odissea dei familiari per raggiungere quel luogo lontano da tutto, solo per una semplice visita settimanale. Ho rivisto nelle pagine del libro le terribili celle, più adatte ad animali che ad esseri umani, che per anni hanno ospitato anche chi si è reso colpevole di aver combattuto lo stato borghese e le sue istituzioni.

Al di là di ogni giudizio morale (che certo non mi compete) su quelle vicende e quegli anni, è nella pietas umana, che quelle vicende suscitano, che sta la vera forza di questo libro.

La fuga in avanti” di Manolo Morlacchi, Agenzia X, 2015, pp. 248, illustrato  15€